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2 Giu

La Magna Grecia, e quindi anche la nostra Italia, si è generata sulla costa ionica calabrese!

Quanta storia sulle rive della Costa Ionica calabrese, quanti popoli hanno calpestato questa sabbia, ed in particolare sulla parte di costa dove sorge Roccella Jonica (ed il Parco dei Principi Hotel) nota anche come Costa o Riviera dei Gelsomini*

*Curiosità: prende il nome dall’antica coltivazione della pianta di gelsomino, bello e delicato, diffusa in tutta la provincia reggina ma in particolar modo lungo questa fascia costiera, tra punta Stilo e Bova Marina. I fiori venivano raccolti dalle donne (chiamate gelsominaie) ed esportati in Francia per la preparazione dei profumi.
<< La costa Ionica calabrese è stata scelta dai greci quando ormai, troppi per essere contenuti sul loro territorio, hanno esteso i confini sulla sponda opposta alla loro, segnando in questo modo inevitabilmente storie, usi e costumi di questa terra dalla quale partì la sorte dell’intera nazione chiamata Italia. >>

La città di Roccella Ionica (dove sorge il Parco dei Principi Hotel) conserva ancora oggi i resti della sua antica storia: è l’antica Amphisya ricordata da Ovidio, nel X secolo si chiamava “Rupella”, poi “Arocella” ed oggi Roccella (città fondata “sulla rocca”). Nella parte più antica e poco abitata, si celano i ruderi del castello medievale Carafa; sul lungomare si possono ammirare due colonne monolitiche in porfido egiziano che appartenevano a un tempio pagano, ritrovate nel 1863.

Nonostante le origini antiche, Roccella Ionica è oggi un moderno centro costiero; la qualità delle spiagge e del mare gli sono valse la certificazione “Bandiera Blu” per 18 anni di seguito, ogni anno inoltre ospita Il festival jazz Rumori Mediterranei, ormai divenuto appuntamento di rilievo nel panorama musicale internazionale.

Questa splendida parte di costa di cui parliamo si estende dal faro di Punta Stilo, che indica l’area dell’antica colonia greca di Kaulon, su cui emergono i resti del Tempio e di altri edifici di epoca romana di enorme importanza; proseguendo si attraversa Riace che ha restituito alla regione i famosi Bronzi, che testimoniano in maniera ancora più diretta la cultura greca. Da Bovalino lo scenario costiero cambia, da qui il promontorio di Capo Spartivento, con il suo faro, segna il punto più a Sud della penisola, che viene dimostrato dal sole che si vede tramontare alle spalle dell’Etna.

La profonda grecizzazione in epoca magnogreca, che poi venne seguita, in epoca medievale, da quella bizantina, ha segnato in maniera molto profonda l’identità dell’intera Calabria, e forse in particolare quella dove noi ci troviamo, più a sud. Oggi la Calabria conserva le reminiscenze di questo passato greco negli usi, nelle tradizioni e anche nella comunità.

<< I greci di Calabria hanno molto da raccontare perché sono gli eredi viventi dell’antica cultura che ha dato vita alla nostra nazione e che, in Calabria, si è conservata perché rinchiusa tra i suoi monti dove difficilmente c’è spazio per la modernità*. >>
*Curiosità: La lingua greca ancora viene parlata dai più anziani è oggi volutamente trasmessa ai giovani grazie al centro studi ellenofoni di Bova.
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